Intervista ad Arthea (Elena Frasca Odorizzi), artista e saggista

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Arthea (Elena Frasca Odorizzi)

A cura di Sarah Bernini (www.sarahdeglispiriti.com)

[N.B. Questo mio articolo è apparso la prima volta in rete nel blog Nea Koinè, il giorno 27 Agosto 2014]

D: Come prima cosa, parlami un po’ di te: quanti anni hai, dove vivi e dove lavori, come hai iniziato ad appassionarti all’arte e quale percorso di formazione ti ha portata fino alla tua attuale attività artistica.

R: Sono nata a Firenze nel 1969 e mi sono trasferita nel Chianti Senese a 7 anni, dove tutt’ora vivo e lavoro. Ho iniziato a esprimermi artisticamente fin da piccola, ma il mio percorso non è stato lineare. Finite le medie, invece di frequentare il Liceo Artistico, sono andata al Liceo Classico. Siccome durante le lezioni non riuscivo a non disegnare, alcuni professori cominciarono a lamentarsi di me. Tra questi il Professore di Filosofia, che fu il primo a definirmi “Artista”, specificando, però che per questo motivo sarei sempre stata «infelice, disadattata e immatura». Fortunatamente ricevetti anche consensi: il Preside mi affidò la creazione della carta intestata del Liceo per gli eventi speciali, mentre il Professore di Italiano, Latino e Greco, mi prese come “Art Director” per l’allestimento Teatrale dell’Elettra di Sofocle (scenografie, costumi e gioielli). Dopo quelle e altre esperienze avrei dovuto iscrivermi all’Accademia e invece no, per vari motivi, neanche quella volta scelsi l’Arte. Certo continuai a dipingere nei ritagli di tempo, ma senza prendere la cosa seriamente. Fu solo dopo diversi anni, quando un amico mi chiese per quale motivo non stessi seguendo la naturale linea artistica della mia famiglia, che decisi di iscrivermi alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Quel felice periodo coincise con l’arrivo dei Computer domestici in Italia e l’inizio dell’Era di Internet. Imparai da sola a usare i primi programmi di grafica, il linguaggio HTML e qualsiasi software mi consentisse di condividere conoscenze ed esperienze con persone sparse per il Mondo. Uscita dalla Scuola di Comics, mi ritrovai, quindi, senza neanche accorgermene a lavorare come Grafica, a creare Siti Web, Depliant, Loghi e Illustrazioni e a sentirmi chiamare di nuovo Artista, ma stavolta con rispetto e con la consapevolezza che ciò che mi aveva reso infelice non era stata l’Arte, ma il non aver ascoltato per anni me stessa.

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 Gioco esoterico dell’Ouroboros

D: So che sei figlia d’arte: tua madre, Rita Frasca Odorizzi, è poetessa, pittrice e scultrice. Quanto ha influito sulla tua vita personale ed artistica questo aspetto?

R: Al 100%. Grazie a Lei, fin da piccola, ho potuto sfogliare libri d’Arte, sperimentare qualsiasi tecnica artistica mi venisse in mente, in assoluta libertà, e vivere in un ambiente che somigliava più a una esposizione permanente di quadri e sculture, che a una casa. (Non so se hai mai notato che la maggior parte delle Case sono prive di quadri). Ciò che comunque ha influenzato più di ogni altra cosa la mia sensibilità artistica, ma soprattutto mi ha permesso di sviluppare un mio senso estetico, critico e morale è stato lo stile astratto delle Opere di mia Madre. Il dovermi confrontare continuamente con immagini che non rappresentavano mai la realtà oggettiva, ma al contrario, i paesaggi della sua Anima e la sua visone cosmica e tragica della vita, mi ha insegnato a guardare più profondamente dentro me stessa e ad andare oltre l’apparenza che gli altri ci mettono davanti per nascondercisi dietro, facendomi quindi appassionare anche alla Psicologia e alla Ricerca Interiore.

D: Ci sono degli artisti particolari (pittori, scultori, fumettisti, illustratori ecc.) che, lungo questo tuo percorso, ti hanno influenzata dal punto di vista concettuale e stilistico?

R: Ce ne sono moltissimi e con il tempo ho capito che pur appartenendo a epoche e movimenti artistici diversi, sono quasi tutti ascrivibili allo stesso genere, quello dell’Arte Fantastica. Mi piacciono, infatti, soprattutto gli Artisti dal tratto lineare, ondulato e pulito, che amano la cura per i dettagli in soggetti essenzialmente misteriosi e surreali, mescolando elementi fantastici, magici, gotici, onirici, simbolici, esoterici, criptici e talvolta utopici. Nel campo della Pittura i primi Artisti che hanno influenzato il mio stile e alimentato in me la curiosità per tutto ciò che riguarda il fantastico e il meraviglioso sono stati i maggiori esponenti dell’Art Nouveau: Klimt, con il suo “periodo aureo”, Beardsley e il suo tratto in bianco e nero e orientaleggiante, Gaudì, con le sue geometrie ardite e labirintiche, Toorop con le sue linee fluide e teatrali e ovviamente Moucha per le sue femmes fatales e il suo stile floreale. Successivamente ho scoperto i surreali inferni di Bosh, i bizzarri ritratti di Arcimboldo, le incisioni allegoriche di Durer, gli onirici dipinti di Dalì e Magritte, le immagini tridimensionali e illusorie di Escher, ma anche la pittura sognante e decadentista della Confraternita dei Preraffaelliti, in special modo Dante Gabriel Rossetti, John William Waterhouse e Evelyn De Morgan. Ci sono poi tutta una serie di Pittori Contemporanei figurativi dallo stile surreale e visionario, insolito e fantasioso, a tratti perturbante, ma mai banale, che ho scoperto in età adulta grazie a Internet: Giger, Saturno Buttò, Madeline von Foester, Miriam Escofet, Vladimir Kush, Joe Fenton, Michael Cheval , Jacek Yerka, Pawel Kuczynski, Michael Parkes e Franco Innocenti. Il debito più grande da un punto di vista stilistico e concettuale ce l’ho però con gli Artisti della Nona Arte (Autori, Illustratori e Disegnatori di Fumetti e Cartoni Animati) e con i loro universi fantastici e surreali: Enrique Alcatena, Philippe Caza, Moebius, Luigi Serafini (e il suo misterioso e affascinante Codex Seraphinianus), Shingo Araki, Will Eisner, Alan Moore, Grant Morrison e Neil Gaiman, senza dimenticare Artisti nostrani come Claudio Chiaverotti, Elena Pianta, Massimo Rotundo e Giammarco Nizzoli. A questa lista vanno aggiunti tutti quegli Artisti che sono stati per me fonte di ispirazione da un punto di vista simbolico ed esoterico: Botticelli, con i suoi dipinti ermetico-neoplatonici, William Blake e i suoi quadri mistico-esoterici, Jean Julien Champagne  con i suoi dipinti e i suoi Ex Libris alchemici (qualcuno sostiene addirittura che Champagne fosse il famoso e misterioso Fulcanelli), Johfra Bosschart e le sue surreali illustrazioni magico-esoteriche, Austin Osman Spare e i suoi disegni magico-occultistici, Giò Tavaglione con i suoi poster cabalistico-astrologici, Jens Rusch e le sue opere massoniche, Pamela Coleman Smith autrice dei Tarocchi Esoterici di Arthur Edward Waite,  Lady Frieda Harris autrice dei Tarocchi occultistici di Crowley, Alfredo di Prinzio con il suo Mutus Liber Muratoriae e infine tutti quegli sconosciuti (o semisconosciuti) artisti che hanno illustrato i miei libri preferiti: Le immagini de li Dèi de gli Antichi del Cartari, gli Emblemata di Andrea Alciato, l’Iconologia di Cesare Ripa, i Quadri di Loggia Inglesi del ’700, i testi alchemici, cabalistici ed ermetico-rosacruciani di Athanasius Kirker, Robert Fludd, Stolcius e Jacob Boheme, ma anche l’Amphiteatrum Sapientiae Aeternae di Heinrich Khunrath, lo Splendor Solis di Salomon Trismosin, l’Azoth di Basilio Valentino, l’Atalanta Fugiens di Michael Maier, l’Aurora Consurgens, la Bussola dei Saggi, ecc.

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Stemma araldico-alchemico

D: So che la tua arte è influenzata dal tuo percorso interiore legato all’alchimia spirituale; osservando le tue opere di grafica (realizzate a mano ed elaborate in digitale), ad esempio, si trovano elementi non solo legati all’alchimia, ma anche simbologie che richiamano l’esoterismo massonico e addirittura elementi di esoterismo orientale. Quali letture, quali incontri e quali esperienze interiori, nel passato e nel presente, ti hanno portata a sviluppare la tua attuale arte?

R: Indubbiamente la mia produzione artistica del passato fino ad arrivare a oggi è stata influenzata dalla necessità di intraprendere un percorso di autocoscienza che è nata in me intorno ai 23 anni. Questo Cammino mi ha condotto ad interessarmi all’Alchimia, alla Filosofia Ermetico-Neoplatonica, ai Culti Misterici, alle Tradizioni Iniziatiche, al Rosacrocianesimo, alla Massoneria, alla Cabala, al Neopaganesimo, alla Mitologia, ai Simboli, alla Psicologia dell’Anima attraverso gli studi di Jung e di Hillman, ma anche alle Teorie sulla Comunicazione e sulla Programmazione Neurolinguistica della Psicologia Motivazionale. Durante questo Viaggio mi sono confrontata con persone anche molto diverse da me e ho vissuto in prima persona determinate esperienze in specifici ambienti iniziatici, perché non si può pensare di  «conoscere e trasmutare se stessi», chiusi in casa, seduti sulla propria poltrona preferita, sognando le cose che si leggono nei libri. Ora come ora, però, il Passato mi appare come un ricordo confuso e lontano, un paesaggio immerso in una nebbia di cui non distinguo più tanto bene le forme. Sento che la mia percezione della realtà e la mia filosofia di vita sono talmente cambiate che ciò che un tempo mi dava ispirazione, mi incuriosiva o mi sembrava importante, forse addirittura fondamentale, adesso non lo è più e non so come e quanto questo influenzerà la mia Arte Futura.

D: Nel tuo percorso hai sviluppato opere artistiche di diverso tipo, sia per terzi (ad esempio illustrazioni e loghi pubblicitari) che per te stessa. Parliamo per un attimo di un primo tipo di creazioni che realizzi per una tua ricerca personale, le illustrazioni esoteriche. Tra queste opere troviamo sia illustrazioni esoteriche pure e semplici (su alchimia, astrologia, Massoneria, Dee Madri,  Neopaganesimo, Divinità di vari pantheon, Ex libris), sia giochi da tavolo (penso ad esempio al Gioco dell’oca, oppure all’Ottaedro dell’anno magico pagano e alle Paper dolls) in cui si riscontrano stili diversi (dal fumetto ad uno stile simile alle illustrazioni rinascimentali). Vorrei sapere qualcosa su questi due filoni: come si siano sviluppati, quale fosse lo scopo di queste due produzioni e come si siano evolute dal punto di vista stilistico, oltre che di contenuto.

R: A volte, dopo lunghi periodi di studio e di meditazione, ho bisogno di fare il punto della situazione scrivendo o disegnando. In questi casi, quando creo una Illustrazione ci riverso dentro una tale quantità di informazioni, citazioni, riferimenti, allegorie e simboli esoterici, che per spiegarne il significato, dovrei scriverci sopra un Saggio, quello stesso Saggio kilometrico che magari non avevo voglia di scrivere. In questi periodi nascono anche i miei Giochi esoterici che alla fine diventano dei Giochi-Libro. Per esempio, mentre approfondivo lo studio di alcuni simboli alchemici, ho scoperto che il Gioco dell’Oca rappresentava in modo perfetto “il viaggio iniziatico” e dato che un’altra delle mie passioni sono i giochi da tavolo e i giochi di carta, ho deciso di creare una versione ermetica del gioco dell’oca, il Gioco dell’Ouroboros, da usare per puro divertimento oppure per avvicinarsi al Simbolismo Alchemico. Non contenta, dopo qualche anno ho deciso che dovevo spiegare una per una tutte le immagini alchemiche del gioco e così alla fine mi sono ritrovata a scrivere un Libro per illustrare il significato di ogni singola casella, che in totale sono 63! Lo stesso è accaduto con l’Ottaedro dell’Anno Magico Pagano. Nello stesso periodo in cui studiavo i Solidi Platonici, mi interessavo anche alle feste dell’Anno Pagano e lavoravo al packaging di scatole personalizzate. Unire il tutto è stato istintivo e immediato, fortunatamente, in questo caso, sono bastate poche righe di spiegazione. C’è poi il Rasnal Truth, un gioco e un oracolo di ispirazione Etrusca, nel quale si sono liberamente mescolati i miei studi universitari sulla religione di questo antico popolo, le mie ricerche sulla Divinazione antica e la mia passione per la Psicologia degli Archetipi.

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Illustrazione esoterica dedicata all’Astrologia

D: Tra le tue illustrazioni appaiono anche gli Stemmi araldici (nobiliari o esoterici), che realizzi non solo graficamente (disegnati a mano e colorati con la grafica digitale), ma anche con dei veri e propri quadri (dipinti ad olio o ad acquerello) con l’aiuto di tuo marito, Francesco Lorenzetti (pittore e ritrattista), e addirittura gli alberi genealogici: mi vorresti spiegare come mai avete pensato di sviluppare anche questa serie di lavori?

R: La mia passione per l’Araldica è nata nell’adolescenza quando ho scoperto che la mia Bisnonna materna, Giulia Schepers, era una Baronessa che intorno all’800 viveva nella Torre degli Amidei di Firenze, distrutta durante la II Guerra Mondiale (e ricostruita in seguito dai nuovi fortunati proprietari). Per capire che cosa significassero le immagini disegnate sopra il suo Stemma iniziai a studiare l’Araldica, ma trattandosi di uno Scudo nobiliare Franco-Belga, forse di epoca Napoleonica, le mie ricerche si arenarono presto. Negli ultimi anni ho ricominciato ad appassionarmi all’argomento scoprendo che per una Illustratrice con la mia eclettica formazione Culturale, l’Araldica ben si concilia con il mio lavoro e i miei interessi. Molti, infatti, credono che l’Araldica riguardi esclusivamente le famiglie Nobili, ma non è così: tutti possono avere uno Scudo Araldico. Non esistono, infatti, solamente gli Stemmi Araldici Nobiliari, ma anche quelli Religiosi, Civici, Militari e Borghesi o Personali. Questi ultimi sono quelli più interessanti, perché, rientrando nel campo della creazione personalizzata, offrono agli Artisti la possibilità di creare ex novo qualcosa di unico e originale. In questa categoria rientrano anche gli Stemmi Araldici Esoterici di cui ho scoperto l’esistenza attraverso i miei studi sull’Alchimia. Si tratta di un ramo dell’Araldica semisconosciuto, ma con un suo seguito, al quale ho deciso di dedicare del tempo scrivendo un Manuale esplicativo a uso e consumo di Artisti e Persone interessate a farsi creare uno Stemma Esoterico Personale, seguendo precise regole araldiche e conoscenze iniziatiche. L’Araldica ha infatti un linguaggio tutto suo e regole ben precise sull’uso dei colori, sulle partizioni dello scudo, sulla posizione delle figure all’interno e all’esterno, sul tipo di figure da impiegare e sugli elementi grafici che possono essere usati in uno stemma nobiliare, ma non in uno religioso o militare e viceversa. L’illustratore araldico deve dunque avere competenze che vanno ben oltre la capacità artistica, ma tutte queste regole non sono limitanti come può sembrare, al contrario vanno viste come linee guida all’interno delle quali lasciar correre la Fantasia.

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Illustrazione esoterica dedicata alla Dea Madre

D: So che realizzi anche Murales riprendendo temi dalle antiche civiltà (etruschi, egizi ecc.); mi vorresti parlare di queste opere?

R: Dipingo Murales per il puro piacere di essere circondata da immagini (egizie, etrusche e minoiche) nelle quali mi riconosco culturalmente. Sinceramente non capisco perché oggi giorno dobbiamo vivere in case con pareti bianche e asettiche, accontentandoci di attaccare dei semplici Poster alle pareti, quando i nostri Antenati vivevano in abitazioni terrene (e Ultraterrene) dipinte con vivaci decorazioni e bellissimi affreschi le cui tematiche esprimevano la loro cultura, i loro sogni, i loro desideri e la loro spiritualità. Trattandosi di tematiche di nicchia, apprezzabili da un pubblico ristretto, per ora non mi è capitato di realizzarne per Lavoro, ma a volte penso che una mattina mi sveglierò e mi trasformerò in una Writer, veicolando “fuori da casa” un po’ di Cultura.

D: Tra le altre cose, ti occupi anche di modellismo. Ad esempio, so che hai realizzato un vero e proprio presepe pagano a tema egizio, delle palline per l’albero di Natale con simboli massonici, esoterici e neopagani, diversi oggetti massonici ed alcune maschere che hai realizzato per te stessa per diverse occasioni. Vorresti parlarmi di come nascano queste creazioni e quali materiali utilizzi per dare loro vita?

R: Stesso discorso dei Murales. Creo oggetti esoterici per il piacere di circondarmene, di vivere in luoghi arredati secondo il mio sentire, le mie preferenze estetiche, culturali e spirituali. Mi è capitato di realizzare arredi per una Loggia ed è stato molto stimolante e lo rifarei volentieri. A essere sinceri ho sempre desiderato affrescare una Loggia, ovviamente con tematiche attinenti, chissà che un giorno non accada. Materiali e tecniche si adattano all’uso e alla funzione degli oggetti e dalla loro funzione, quindi posso usare tanto il Fimo come l’Argilla o il Legno, i colori Acrilici, i Colori a Olio o gli Acquerelli, ecc.

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Illustrazione esoterica a tema massonico dedicata al simbolo della Fenice

D: Oltre che artista, sei anche saggista. Hai scritto tanti articoli per diversi siti e riviste (molti di essi sono segnalati nella pagina: http://www.elenafrascaodorizzi.it/arthea.html), hai già diversi libri pubblicati (Rasnal Truth – oracolo etrusco, Il Gioco dell’Uroboros, Riflessioni esoteriche: Alchimia e Massoneria) e so che ne hai altri in cantiere. Vorresti parlarci di questa tua passione per la scrittura, che va di pari passo con le altre forme d’arte che hai sviluppato durante la tua carriera artistica?

R: Per svariati anni ho scritto solamente per me stessa, in un processo di autoanalisi profonda. Alla fine di questo percorso ho ricominciato a guardare “fuori di me” e ho iniziato ad approfondire tematiche riguardanti i Culti Misterici e il mondo dell’Esoterismo, in specifico Alchimia e Massoneria. Trattandosi di argomenti iniziatici particolarmente delicati, che necessitano di serietà, competenza ed esperienza diretta, cerco sempre di essere il più possibile obiettiva, documentandomi attraverso la lettura di fonti dirette, consultando studi accademici, ma anche vivendo taluni aspetti del mondo esoterico in prima persona, laddove possibile. Non si può, infatti, parlare di certi argomenti senza frequentare gli ambienti iniziatici. In questo mi sono stati di aiuto gli Studi Universitari che hanno lasciato in me il gusto per l’indagine storica, ma anche il marchio indelebile della diffidenza per gli studi senza fonti, i libri senza note, i testi che non possono essere verificati e di conseguenza anche io cerco di non produrne, specie in un campo come questo nel quale ciarlatani, maniaci dei complotti, persone incompetenti e pericolose, sono sempre dietro l’angolo a screditare il lavoro dei Ricercatori seri.  I miei Saggi si trovano su alcuni siti e riviste on line, ma ultimamente ho cominciato a pubblicarle anche in cartaceo. Ho cominciato dopo aver trovato in vendita in alcune librerie esoteriche un mio saggio pubblicato a mio nome, ma senza che io lo sapessi!  I volumi sulle Riflessioni Esoteriche sono 3 in tutto, ma per ora ne ho pubblicato solamente uno, gli altri due sono in revisione. Copertine e Illustrazioni interne sono opera mia, essendoci assoluta continuità tra ciò che scrivo e ciò che disegno. Lo stesso vale per il Gioco dell’Ouroboros e il Rasnal Truth di cui abbiamo già parlato. In questo momento sto finendo il Manuale di Araldica Esoterica e ho ovviamente altre idee in cantiere, tra cui quella di smetterla con i Saggi, esperienza che sento volgere al termine, per cominciare a scrivere Storie, Racconti e Romanzi. Tempo al Tempo.

 illustrazioni_esoteriche_alchimia_Solve_et_CoagulaIllustrazione esoterica “Solve et Coagula”

D: So che di recente tu e tuo marito Francesco (altro artista bravissimo che avremo modo di conoscere meglio a breve!) avete inaugurato un nuovo atelier, grandissimo e davvero straordinario, in provincia di Siena, in collaborazione con l’Associazione Quinquatrus. Ci vorresti parlare anche di questa esperienza?

R: Cercavamo uno Studio per lavorare e per esporre le nostre opere e alla fine, in collaborazione con l’Associazione Quinquatrus, ci siamo ritrovati a partecipare alla creazione di un Centro delle Arti e dell’Artigianato, che si trova all’interno di un Ex Frantoio, in un bellissimo paesino di nome Villa a Sesta, immerso nella tranquilla Campagna Chiantigiana, tra distese di vigne e olivi. Un paradiso terrestre dove, nonostante il disinteresse per una Storia Locale che sia più antica di 80 anni, si riesce ancora a respirare e toccare con mano la presenza degli Etruschi. All’interno dell’Associazione abbiamo dato vita alla «Bottega del Lorenzetti»,  un progetto ambizioso, attraverso il quale vorremmo offrire agli altri ciò che avremmo voluto trovare noi stessi quando abbiamo iniziato, ovvero un luogo nel quale incontrare persone qualificate, aperte di mente, in grado di insegnare non solo tecniche, ma anche trucchi del mestiere e trasmettere esperienze. Ci siamo resi conto che oggi giorno i maggiori ostacoli alla diffusione della Cultura Artistica sono: i Costi Economici dei Corsi, le reali Conoscenze e Competenze Professionali degli Artisti che ti insegnano e infine, ma non ultimo, la capacità di impegnarsi e il reale interesse da parte di chi dice di voler imparare, ma poi ha sempre qualche altra cosa da fare. All’interno dell’Associazione offriamo quindi una serie variegata di incontri e laboratori artistici, dedicati al disegno, l’illustrazione, il fumetto e la Pittura a Olio, aperti a grandi e bambini, ma a titolo personale, nella “Bottega del Lorenzetti”, abbiamo deciso di offrire gratuitamente il nostro tempo e le nostre conoscenze a persone veramente interessate a intraprendere un cammino artistico professionale. In cambio richiediamo ferma motivazione, reale desiderio di imparare quello che a tutti gli effetti è un Mestiere, volontà di esercitarsi ed effettive potenzialità artistiche.  Il nome di questo progetto è un chiaro riferimento all’idea dell’Antica Bottega Artistica, ma anche un modo per collegare il passato e il futuro, per ancorare qualcosa di ideale a qualcosa di concreto. Il nome Lorenzetti, non è infatti solamente un richiamo al famoso Pittore Senese del Buon Governo, ma anche al cognome di mio Marito, che è un bravissimo Pittore Ritrattista.

D: Ho visto che ti stai appassionando anche all’argilla…come pensi di sviluppare anche questa forma d’arte?

R: Per anni ho visto mia Madre lavorare l’Argilla e dato che dentro l’Associazione abbiamo anche uno spazio dedicato alla lavorazione ceramica ho deciso provarci anche io, ma ovviamente a modo mio. Per ora sono essenzialmente attratta dalla riproduzione di oggetti antichi, per cui sto progettando dei Laboratori di Archeodidattica e Modellazione ceramica per Adulti e Bambini dedicati agli Etruschi, agli antichi Egizi, alle Veneri Paleolitiche e ai Madonnini, le antiche immagini devozionali della campagna, che dopo la Cristianizzazione sostituirono le immagini della Triplice Dea. In futuro potrei anche dedicarmi alla realizzazione di soggetti esoterici, completamente partoriti dalla mia fantasia, una cosa è certa: è difficile sottrarsi al fascino dell’argilla, una volta che ci immergi le mani e “inizi a vedere con le dita”.

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Illustrazione esoterica a tema massonico

D: Infine: cosa ti sentiresti di consigliare ai giovani artisti che vorrebbero inserirsi nel mercato artistico e rendere la propria creatività un vero e proprio lavoro?

R: Dato che mia Madre ha iniziato a dipingere negli anni’70, quando aveva già un altro lavoro, ho dovuto capire da me che quello dell’Artista è un Mestiere e quindi mi dilungherò un po’, ma ti dirò cosa avrei voluto sentirmi dire io quando ho cominciato, evitando così tanti errori. È bene essere realisti e sapere fin dall’inizio che: o si ha inizialmente il supporto di una famiglia lungimirante o si è figli di un’Artista affermato o si trova il modo di guadagnare in altri modi per continuare a perseguire questa strada, finché non si riesce a farsi conoscere e a mantenersi da soli. Detto questo è importante capire che quella dell’Artista è una Professione VERA  che richiede non solo passione e capacità, ma anche studio, applicazione, tempo e denaro per poter raggiungere un discreto livello professionale, grazie al quale inserirsi nel Mercato del Lavoro, che è una cosa ben diversa dal Mercato del Collezionismo. Il Mercato del Collezionismo è una sorta di truffa piramidale, nella quale si convincono le persone che per diventare famose devono per forza esporre pagando alle Gallerie, alle Riviste ai Critici (e ai Ghost Writer che scrivono per loro), cifre che uno dovrebbe guadagnare e non spendere, ovvero: cornici, affitto, depliant, buffet, spese di imballaggio e spedizione, assicurazione, spese di ritiro, viaggi e pernottamenti in altre città, acquisto recensioni, spazi pubblicitari, agenzia stampa, ecc. Non parliamo poi del tempo speso dietro a queste cose, invece di stare in studio a lavorare. Ovviamente c’è un limite a questa “ascesa”, ma nessuno lo dice. Ci sono livelli di questo Mercato inaccessibili a coloro che pensano di poter entrare nell’empireo degli Artisti Famosi semplicemente pagando. Lassù ci sono solamente gli Artisti del passato, morti e defunti e coloro che si sono fatti da soli un nome, grazie al loro Lavoro ventennale e al favore e alla riconoscenza dei Clienti soddisfatti. In pratica il Mercato del Collezionismo è come il Gioco d’Azzardo, spendi e spendi, pensando che quando vincerai riavrai tutto con gli interessi, ma non accade mai. Parliamo quindi di cose serie, di quello che interessa veramente all’Artista che inizia e che vuole vivere della propria Arte: parliamo del Mercato del Lavoro. Nel Mercato del Lavoro non ci sono Collezionisti, ma Committenti, ovvero Clienti. A un Cliente non interessa il vostro effimero “valore di mercato”, non interessa quante Mostre avete fatto, vuole vedere cosa sapete fare, vuole sapere quanto siete bravi, vi cerca per le vostre capacità e per il vostro stile, perché vuole che realizziate per lui qualcosa di bello e unico o vuole comprare da voi qualcosa che gli piace. Per farvi conoscere dovete ovviamente “rendervi visibili”, ma senza farvi spillare soldi da sedicenti Galleristi. Vi arriveranno infatti, continuamente, mail di Galleristi senza scrupoli, che vi scrivono che siete dei Geni e vogliono esporre le vostre Opere (o farvi partecipare a qualche concorso inventato o farvi pubblicare in cataloghi sconosciuti) alla modica cifra di qualche migliaio di euro. Giustificheranno il costo con la voce “contributo spese” (vedi sopra), escluse quelle a carico vostro (ovviamente), in cambio della incredibile possibilità di farvi “Conoscere nel Mondo”, attraverso la loro sperduta Galleria, in una Cittadina come tante altre, localizzata in una viuzza con un flusso turistico come quello di casa vostra. Ci saranno poi sempre quelli che vi garantiranno “visibilità” nel proprio locale, nella sagra del vostro paese, chiedendovi in cambio l’uso gratuito delle vostre opere per “arredare” i loro spazi di vendita. Loro guadagneranno alle vostre spalle e voi pagherete le spese. Parliamo quindi di «Auto-promozione», ovvero l’essere manager di se stessi. Volete esporre in una Galleria? Bene, perfetto, ma fatelo per ottenere un guadagno, non una perdita. Siate coscienti di ciò che fate, non fatevi tentare, ma riflettete prima di compiere qualsiasi passo. Scegliete la Galleria da soli, quindi organizzate una esposizione privata, cioè noleggiate il posto per un solo giorno ed esponete per un pubblico selezionato, invitando le persone giuste, quelle che pensate potrebbero essere interessate ad acquistare le vostre Opere, ma soprattutto a commissionarvi dei Lavori. Invitate persone che contano, ma anche persone che vi possano fare pubblicità perché conoscono tante altre persone. Dotatevi di Depliant, Biglietti da Visita e Press Kit da distribuire a tutti. Al posto della Galleria potete noleggiare per una sera la sala di una Tea Room, di un Locale alla moda e tenere lì l’esposizione. Ci sono tantissimi altri posti dove potete fare il vostro evento privato a costi contenuti, Associazioni, Case Private, Luoghi estemporanei. Potete anche fare a “scambio visibilità”, esponendo le vostre Opere per qualche tempo in un Ristorante, un Bar, un Agriturismo, ma siate voi a farvi avanti per primi, così sarete sicuri che non vogliano sfruttarvi. Rischiate, provate soluzioni alternative o classiche, ma non fatevi ingannare, non fatevi scegliere da persone che vogliono tenersi gratis per mesi i vostri quadri migliori. Sfruttate al massimo Internet e i Social Network. Fatevi un Sito Web (che dà una sensazione più professionale di un Blog su una piattaforma  gratuita) e imparate assolutamente a gestirvelo da soli. Sul Sito tenete il vostro recapito, spiegate cosa fate, mostrate le vostre opere migliori, ma non dimenticate di mettere un link a Facebook, perché per il momento la vita brulica tutta lì. Grazie alla Pagina Facebook, infatti, potete avere un riscontro reale e immediato di chi effettivamente vi segue, mantenendo alto l’interesse del vostro pubblico condividendo, in tempo reale, foto, video e work in progress dei vostri ultimi lavori. Facebook poi vi offre la possibilità di usare un servizio di pubblicità mirata a pagamento con un piccolo investimento, anche solo per la durata di una settimana (20 euro!), una tantum. In questo modo sarete veramente certi di raggiungere nuove persone, perché vedrete il numero di “mi piace” salire, cosa ben diversa dal pagare centinaia di euro per affittare spazi pubblicitari, minimo un mese, su siti dispersivi, nei quali il vostro banner (altra spesa) magari verrà messo in fondo alla pagina perché le aziende pagano molto più di voi, per un migliore posizionamento, senza contare che non potrete mai sapere davvero quante persone avete raggiunto, nonostante quello che vi diranno. Fatevi dunque tanta e tanta pubblicità tenendo aggiornato il vostro Facebook e lasciando Depliant e Biglietti da visita ovunque riteniate che ci sia un buon flusso di persone, ma anche nei vostri posti preferiti, dove vi conoscono di persona: la pizzeria al taglio, il ristorante, la gelateria, la palestra, ecc. Già che ci siete abbattete anche queste spese imparando a fare da soli la grafica di vostri Depliant (un artista non può non saper usare Photoshop, o simili, oggi giorno) e stampateli on line a tirature limitate, ogni volta che vi serve, senza ritrovarvi con giacenze inutilizzate, pagate a prezzi esagerati, nello studio grafico della vostra città, perché vi dicono che più ne fate meno spendete (a meno che nella vostra Città non ci sia una tipografia che vi fa spendere come su internet, quindi a maggior ragione informatevi sui prezzi reali di mercato e quindi scegliete). Se avete un Tablet portate sempre con voi le vostre Opere come un tempo si portava in giro il Portfolio Cartaceo. Ricapitolando si tratta innanzitutto di investire tempo, risorse e denaro per diventare dei Professionisti, che come tali offrono un prodotto di qualità e di conseguenza devono essere ricompensati adeguatamente. Non smettete mai di studiare e imparare, dovete migliorarvi continuamente, per voi stessi e per essere competitivi. Avete bisogno di un Mercato del Lavoro che dovete costruirvi da soli informandolo della vostra esistenza, mostrandogli cosa sapete fare e ciò di cui potrebbero aver bisogno. Se un giorno avrete anche un Mercato di Collezionisti, accadrà perché avete lavorato molto e vi siete fatti cosiddetto “mazzo”. Diffidate di chiunque vi chieda di lavorare gratis offrendovi in cambio la famosa “visibilità”, oppure addirittura vi chieda soldi per una visibilità illusoria in una Galleria che non vi servirà a pagare le Bollette, ma sarete voi a pagare le loro. Se volete visibilità createvela da soli, auto-promuovetevi, invadete lo spazio che vi circonda in tutti i modi, imparate a gestire la vostra immagine, a fare da soli la vostra pubblicità, a usare i Social Network e se volete fare uno scambio di visibilità, regalare un’opera, darla in beneficenza, fatelo, ma che sia una vostra scelta. Infine ricordate tutti i giorni a chi vi circonda che «anche gli Artisti pagano le bollette» e hanno un curioso vizio che si chiama «mangiare tutti i giorni», di conseguenza chi vuole una vostra Opera (e questo vale anche per amici e i parenti) la deve pagare, il giusto prezzo, ma la deve pagare.

***

Per maggiori informazioni sulle opere di Arthea:

Ed ecco di seguito alcuni video riguardanti le sue opere e la mostra “Ermetika” realizzata dall’associazione Artès nel 2010 a Parma: 



27 Agosto 2014

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6 pensieri su “Intervista ad Arthea (Elena Frasca Odorizzi), artista e saggista

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