Intervista all’artista Veronica Calzecchi Onesti, in arte Bianca

fuocobello

Serie pittorica “Gatti Alchemici” – Fuoco

A cura di Sarah Bernini (www.sarahdeglispiriti.com)

[N.B. Questo mio articolo è apparso per la prima volta in rete sul blog Nea Koinè, il giorno 2 Agosto 2014]

D: Come prima cosa, parlami un po’ di te: quanti anni hai, dove vivi e dove lavori, come hai iniziato ad appassionarti all’arte e quale percorso di formazione ti ha portata fino alla tua attuale attività artistica.

R: Ciao Sarah, intanto grazie per questa tua intervista! Sono nata a Roma circa 45 anni fa, ma da ormai 8 anni vivo e lavoro a Barga, in provincia di Lucca, in Toscana. La mia formazione artistica comincia sotto le ali incoraggiatrici e ispiratrici di mio padre, che fin da quando mi mise in mano una matita la prima volta, realizzò con gioia di avermi trasmesso i suoi geni artistici (lui era architetto, con una spiccata genialità per il disegno dal vero e l’improvvisazione artistica). Mi ricordo di splendide domeniche passate con lui a gironzolare per i vicoli della cosiddetta “Roma sparita” in cerca di angolini caratteristici da ritrarre. Non mancava mai naturalmente di approfittarne per darmi delle vere e proprie lezioni di architettura e storia dell’arte dal vivo! Crescendo, continuai poi il percorso frequentando Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti, arrivando a laurearmi in pittura!

D: Ci sono degli artisti particolari che, lungo questo tuo percorso, ti hanno influenzata dal punto di vista concettuale e stilistico?

R: Beh, sono talmente tanti che elencarli tutti sarebbe chilometrico, diciamo che sono particolarmente legata all’Arte Antica mediterranea, dalla Preistoria ai Greci, all’Arte Orientale e dei Popoli cosiddetti “Primitivi”. Saltando un po’ di secoli, amo tutto il Rinascimento, il Barocco il manierismo e l’Ottocento, in particolare i Preraffaelliti. Tutta l’Arte del ’900 fino ad arrivare al fenomeno dell’Illustrazione moderna. In particolare, l’illustrazione per l’infanzia fra ’800 e ’900, fra cui l’inglese Arthur Rackham, Beatrix Potter, l’americano Normann Rockwell e tutti gli illustratori italiani.

Incontro di coscienze

Incontro di Coscienze

D: So che la tua arte è influenzata dal tuo percorso spirituale neopagano e, da quanto si vede dalle tue opere, da alcuni elementi di stampo sciamanico (penso ad esempio al ritratto di Orso AkaOrso). Quali letture, quali incontri e quali esperienze interiori, nel passato e nel presente, ti hanno portata a sviluppare la tua attuale arte?

R: Naturalmente le letture sono le stesse che sicuramente hai fatto tu, in particolare vorrei citare l’antropologa lituana Marija Gimbutas, che con il suo “Il Linguaggio della Dea” ha completato la mia già nutrita ricerca stilistica nel campo dell’Arte preistorica europea. Io prendo ispirazione da tutto quello che mi succede nella vita e da tutte le persone che conosco…citando Richard Bach “Ogni persona, tutti gli eventi della tua vita, sono lì perché tu li hai attratti lì. Quello che decidi di fare con essi, dipende da te.”  Il resto è molto personale e preferirei rimanere nel vago! XD

D: Nel tuo percorso artistico hai sviluppato diversi “filoni”. Uno è quello della ritrattistica, un altro è quello degli esseri fatati, un altro ancora, ad esempio, è quello che mette al centro di tutto il corpo femminile ed il suo sentire. Come si è sviluppato, cronologicamente, questo passaggio ed ogni approfondimento di questi filoni?

R: Quando ero bambina, invidiavo un mio cugino che riusciva a fare dei bellissimi ritratti, decisi che dovevo eguagliarlo e giunta al Liceo Artistico, mi incaponii per riuscirci. Poi le mie letture mi portarono a convincermi dell’Esistenza delle Forze Primigenie della Natura e naturalmente volli cominciare a ritrarre pure quelle. Amo il corpo femminile, in tutte le sue varianti e amo disegnarne le curve, sono legata a tutte le Forme Sacre del Femminino…quindi lo ritraggo come posso! Diciamo che se una cosa mi piace, la devo disegnare! Per quanto riguarda gli Esseri Fatati, tornerei alla domanda precedente, in cui mi chiedi degli incontri che possono avermi stimolato…uno di questi è avvenuto a Lucca Comics di qualche anno fa, dove ho potuto fare la conoscenza dell’illustratore Brian Froud (invito i lettori ad approfondire la sua opera in rete), che mi ha più che incoraggiata a portare avanti una ricerca parallela alla sua, sul tema del Piccolo Popolo.

La porta del tempo

La porta del tempo

D: Anche a livello stilistico, si notano dei cambiamenti nelle tue opere [1]: da pitture più “espressioniste”, in cui la linea spessa e dai forti colori netti domina sul resto, a rappresentazioni precise – realizzate attraverso tratti sottili, leggermente eterei – quasi iperrealistiche. Mi vorresti parlare di queste evoluzioni stilistiche?

R: Ti sembrerà assurdo…ma ho notato, man mano che la gente osservava la mia serie precedente “Gatti Alchemici”, che il loro sguardo era attirato prevalentemente dai gatti iperrealistici. Per non mandare sprecato il mio lavoro e la mia ricerca simbolista e spirituale, ho deciso per una resa totalmente realistica dell’opera, per non creare punti focali troppo privilegiati rispetto all’insieme. Ma ciò non preclude che io possa comunque mischiare tecniche e stili anche in futuro.

D: Un filone a parte, anzi una vera e propria serie pittorica, è quella dei “Gatti alchemici”. I gatti, per dire la verità, si ritrovano anche in altre tue opere – e nella tua vita! – al di fuori di questa specifica serie. Vorresti parlarci, come prima cosa, dell’importanza che hanno i gatti nella tua vita quotidiana?

R: Per me il gatto è un compagno di vita insostituibile. Con Micia, la più anziana dei quattro gatti, che accompagnano la mia vita attualmente, ci siamo letteralmente addomesticate a vicenda, piano piano per un mese, finché lei ha deciso che ero il punto focale della sua vita, che di me si poteva fidare ciecamente. Il gatto sceglie come gli umani le sue amicizie e io mi sento onorata di avere la sua! E poi sono belli!!

Luce interiore

Luce interiore

D: Come e quando hai iniziato a realizzare questa serie dedicata a felini un po’ speciali che presenta uno stile che ha qualcosa di espressionista e di sciamanico e, a mio parere, qualche aspetto anche ancestrale e tribale? Potresti spiegarci il legame tra gatti, elementi (gli elementi della tradizione orientale e occidentale, oltre allo Spirito) e le figure femminili (Dee ed Elementali) ad essi associate ed ovviamente le fasi dell’Alchimia?

R: Questo lavoro iniziò verso il 2008, con uno schizzo quasi casuale, iniziai il primo quadro, l’Aria….un giorno che erano settimane che mi ero bloccata, mio marito mi portò Micia…appena la vidi capii cosa mancava al quadro…a tutti i quadri che sarebbero venuti!

Ti riporto i commenti che ho dato a ciascun quadro, in occasione della mostra che feci per presentarli, a Barga, nel 2009:

L’Acqua è l’elemento del cambiamento e delle forme mutevoli, dove una sirena muta in continuazione da una forma definita, ad un vago accenno per scindersi in bolle rendendo assai complessa la semplice identificazione degli elementi ad essa associati. Nasconde infatti la rappresentazione di Tsagaglal (colei che guarda oltre) divinità della provvidenza nella cultura delle popolazioni native del deserto del New Mexico; ovviamente identificata con l’Acqua. Il gatto che ha scelto di accompagnarla è un Siberiano dal pelo liscio e setoso, amante dell’acqua e spesso lo si trova disteso ed affascinato nei pressi di una fonte.

L’Aria è l’elemento più impalpabile, è dispensatrice dell’ispirazione mediante la Silfide che, non vista, infonde nell’artista lo scintillio dorato di idee e visioni che sublimando da una sfera superiore della coscienza vengono infine rappresentate in una forma facilmente accessibile a tutti. All’Aria quindi è associato un triangolo col vertice in alto teso a rappresentare la continua ricerca di qualcosa di più elevato ma non facilmente definibile. Il verde è la rappresentazione simbolica dell’alloro anticamente Lauro sacro ad Apollo e quindi associato all’ispirazione artistica. Il gatto che ha scelto di accompagnarla è un Europeo tigrato dagli occhi dorati che si sdoppia nel quadro rappresentando cosi l’eterna mobilità dell’Aria.

Il Fuoco rappresenta il continuo e perpetuo mutamento, in esso è presente un continuo ciclo di nascita e morte qui rappresentato da una spirale di fiamme che ha origine dal giovane gatto e cresce fino ad identificarsi con una salamandra, per finire in braci sotto un gatto oramai adulto prima di ricominciare il ciclo. Il gatto che ha scelto di accompagnarlo è un La Perm la cui particolare pelliccia riccia e setosa dall’andamento caotico ma armonico richiama alla mente lingue di fiamma.

Il Legno lo si ritrova nella tradizione orientale associato alla diversità ed alla cooperazione, per noi è simbolo di vita, rinascita e viene associato alle pratiche magiche e sciamaniche. La betulla è una pianta sacra a diverse culture, con notevoli proprietà purificatrici e di rinascita, spesso è stata considerata simbolo di saggezza ed utilizzata per ottenere visioni profetiche. La Driade è la protettrice dell’albero, in esso vive ed è per sua intercessione che noi ne godiamo i frutti. Il gatto che ha scelto di accompagnarlo è un La Perm a pelo corto bicolore, grande arrampicatore di origini rustiche.

Il Metallo è l’elemento simbolo dell’Alchimia. L’Opera Alchemica doveva passare attraverso 7 stadi rappresentati da 6 cerchi, ognuno dedicato ad un metallo, piombo, stagno, ferro, rame, mercurio, argento, per giungere al compimento del corpo alchemico sublimato nella perfezione aurea. Il porpora serve a rappresentare la regalità spirituale dell’uomo che si eleva attraverso l’opera, la spada serve a rappresentare la trasformazione fisica del metallo in uno strumento magico atto a recidere i collegamenti con l’essere imperfetto precedente all’inizio dell’opera. Il gatto che ha scelto di accompagnarlo è lo Sphynx, di antiche origini messicane, peculiare per la sua nudità, i suoi colori creano qui una continuità cromatica con i metalli rappresentati.

Lo Spirito è l’elemento di unione, rappresenta la fusione e l’armonizzazione degli opposti, lo Yin e lo Yang, il bene ed il male. In esso si incontrano tutti e 4 gli elementi principali, qui rappresentati dalle allegorie delle stagioni con un pentagono a simboleggiare l’interazione che tutti e 5 hanno fra loro. Infatti la primavera-aria, l’estate-fuoco, l’autunno-acqua e l’inverno-terra volgono lo sguardo verso il Tao ideale punto di fusione delle loro energie. L’autunno è l’unica stagione che continua idealmente la sua vita in quella successiva, infatti i frutti autunnali sono gli unici ad avere caratteristica di grande conservabilità. I gatti che hanno scelto di rappresentare il Tao sono un Norvegese delle Foreste per la spiritualità occidentale, mentre per quella orientale si è prestato un Sacro di Birmania.

Metallobello

Serie pittorica “Gatti alchemici” – Metallo

D: So che ti dedichi anche all’artigianato, pirografando e dipingendo a mano elementi celtici sul cuoio[2]: vorresti parlarci anche di questa attività?

R: In questo caso le immagini parlano da sole! Anche per questo tema vale la mia stessa passione, mi piace e lo riproduco, ma dato che amo anche l’artigianato, l’ho concepito in una forma di arte manuale, che possa avere una distribuzione più vasta e più economica delle opere di grandi dimensioni. Pensa che un mio fermacapelli è finito in Nuova Zelanda, fra le mani di una splendida signora Maori!! Mi sto anche organizzando per cercare materiali lavorabili a pirografo che possano essere eco – compatibili.

D: Quali sono i tuoi progetti artistici per il futuro?

R: Hahahaha, su questo vorrei mantenere il segreto professionale, posso solo dirti che sto collaborando con uno scrittore Sardo, Diego Manca, alla stesura del suo ultimo romanzo…ma come, per ora non possiamo dirlo ;-)! Per quanto riguarda invece gli Esseri Fatati, la serie continuerà finché la Musa mi starà vicino!

Spirito2

Serie pittorica “Gatti alchemici” – Spirito

***

Per chi volesse conoscere meglio le opere di Veronica, ecco qui di seguito la sua pagina artistica su Facebook:

https://www.facebook.com/pages/Veronica-Calzecchi-Onesti-Gatti-Alchemici-Esseri-Fatati-e-Altra-Arte/656139381126824?sk=timeline

Willow

Willow

Note:

[1] Faccio notare che Veronica è molto attenta anche ai materiali che utilizza per cercare di essere il più possibile eco-compatibile: ad esempio, per quanto riguarda le proprie opere pittoriche, usa tela di sacco riciclata (sacchi del caffè presi in torrefazione a Lucca) che prepara con colla vinilica per poi potervi dipingere.

[2] Come mi ha spiegato Veronica, si tratta di cuoio facente parte di un rotolo di uno scarto di produzione che le hanno regalato anni fa.

2 Agosto 2014

Annunci

2 pensieri su “Intervista all’artista Veronica Calzecchi Onesti, in arte Bianca

  1. Pingback: Alcune nuove interviste interessanti… :) | Voci Pagane

  2. Pingback: Alcuni articoli che potreste trovare interessanti…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...