Tra libri e colori…intervista a Milena Rao/Queen Persefone, saggista ed illustratrice Dark – Fantasy

A cura di Sarah Bernini (www.sarahdeglispiriti.com)

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Nella foto: Milena Rao

D: Ciao Milena, come prima cosa grazie per aver accettato di essere intervistata. Partiamo con la domanda classica per rompere il ghiaccio: quanti anni hai, dove vivi e dove lavori attualmente?

R: Ciao Sarah, grazie a te! Ho 29 anni, vivo a Moriondo Torinese, un paesino in provincia di Torino, in una mansarda dove sono riuscita a mettere insieme anche il piccolo studio dove lavoro come scrittrice e illustratrice.

D: Siccome a Novembre 2014 è uscito il tuo nuovo libro, Magici animali di potere per Psiche2, direi di cominciare col parlare della tua produzione saggistica. Intanto, cosa ci puoi dire riguardo a questa nuova pubblicazione? Come mai hai voluto affrontare questo tema?

R: Inizierei col dire che sono molto soddisfatta di questo nuovo libro, perché ho percepito una maturazione del mio stile e di me stessa come autrice e come ricercatrice di determinate tematiche. Parlare del simbolismo degli animali mi è sembrata la lente ideale attraverso la quale prendere in esame le tradizioni che amo, cioè quelle dell’Europa e delle culture vicine (con un’appropriata appendice anche sul mondo dei Nativi Americani), indo-mediterranea ed egizia. Non solo perché, come noto a chi mi conosce, nutro un grande amore per gli animali e tutto il loro mondo, ma anche per l’importanza che gli animali rivestono all’interno dei miti, dei culti, dei rituali e delle credenze del mondo antico.

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La copertina di Magici Animali di Potere

D: La tua produzione come scrittrice si divide in saggistica e in narrativa. Tra le tue pubblicazioni di tipo saggistico incontriamo Le creature del Popolo Fatato (2008) e Alla luce del crepuscolo (2009), editi entrambi da Psiche2, il primo dedicato al mondo di fate e creature magiche ed il secondo al mito dei vampiri e dei licantropi. Da cosa nasce questo tuo interesse per tutte queste creature fantastiche, alcune più lucenti ed altre più oscure? E come hai affrontato queste tematiche nei tuoi libri, ovvero cos’hai voluto mettere in luce riguardo a questi esseri misteriosi?

R: Sin da bambina il mondo delle creature magiche mi ha sempre appassionato e coinvolto profondamente. Ho sempre amato le fiabe, le storie di fate e streghe, come anche quelle di fantasmi e lupi. Ricordo che le mie coetanee guardavano programmi come “Non è la Rai” e cose del genere; io guardavo le fiabe di Walt Disney e mi piacevano le storie di magia, quelle dove c’era l’elemento misterioso e sovrannaturale, non quelle con la spiegazione razionale alla fine! Riguardo alla natura lucente od oscura delle creature fantastiche, direi che si tratta più di una convenzione, in buona parte frutto della visione rigida e dualistica introdotta dal monoteismo, e della demonizzazione di elementi che nell’antichità non erano percepiti allo stesso modo di oggi. Per esempio il lupo, che nel Medioevo cristiano è stato raffigurato come creatura sinistra, nel mondo ellenico era consacrato a dèi solari come Ares e Apollo, e associato al culto della luce. Di contro le fate, spesso descritte come creature leggiadre e bendisposte verso gli umani, nei racconti originari figurano come oscure, insidiose e ostili al mondo degli uomini, del quale non fanno parte e dal quale, col progressivo allontanarsi degli uomini dalla natura e dai suoi poteri, sono sempre meno comprese.

Nei miei testi ho provato ad indagare il significato delle varie creature fantastiche all’interno della tradizione europea, cercando proprio di portarne alla luce le origini, e il contesto in cui i racconti e le leggende su fate, sirene, vampiri e licantropi si sono sviluppati. Mi interessava parlare del rapporto di queste figure magiche con l’Antica Religione.

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La copertina di Le Creature del Popolo Fatato

D: Tempo fa, quando ho avuto modo di intervistarti per Keltoi Radio [1], ricordo che ti sei definita panteista. Quanto questo aspetto della tua vita spirituale ha influito ed influisce tuttora nei tuoi studi e nella tua ricerca artistica, di cui parleremo tra poco?

R: Senza dubbio influisce tantissimo, perché io naturalmente, pur riportando dei dati oggettivi come faccio nei miei saggi, guardo tutto, compresa l’arte, dalla mia prospettiva, che è quella di una persona panteista e politeista, che rigetta ogni idea di trascendenza e vede la realtà come manifestazione di più principi, di più archetipi che si esprimono nelle varie dimensioni della materia. E questo è il mio approccio ad ogni aspetto della vita, quindi coinvolge anche e inevitabilmente il lavoro che svolgo.

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La copertina di Alla Luce del Crepuscolo

D: Parliamo, a questo punto, della tua produzione come illustratrice che è anche collegata alla tua produzione letteraria in ambito narrativo (di cui tratteremo fra poco). Come prima cosa, mi piacerebbe sapere come tu abbia iniziato ad appassionarti all’arte e quale percorso di formazione ti abbia portata alla tua attuale attività artistica.

R: La passione per il disegno è nata quando ero molto piccola, prima ancora che imparassi a scrivere! Da lì non ho mai smesso…è sempre stato un modo di dare forma alle mie visioni, di esprimere la mia idea di bello, i colori che ho dentro. Così, finito il liceo, ho deciso di studiare Illustrazione all’Istituto Europeo di Design. Finito quel tipo di formazione più “commerciale”, ho continuato per conto mio, perché volevo diventare una brava illustratrice (e lo voglio tuttora, nel senso che spero sempre di migliorare e perfezionarmi) e lavorare con questo difficile ma bellissimo mestiere artistico.

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D: C’è stato qualche motivo scatenante che ti ha fatto scegliere questa strada rispetto ad un’altra? Magari qualche artista in famiglia, un incontro particolare…?

R: Solo la mia passione… Se avessi seguito le carriere in famiglia, avrei dovuto fare tutt’altro, ed anzi è stato difficile portare avanti questa scelta in certi momenti della vita, quando le persone che, senza conoscermi, mi guardavano da fuori, dal loro punto di vista, facevano di tutto per scoraggiarmi. E’ stata dura soprattutto vivendo qui al Nord Italia, dove la società è improntata su un’idea della vita decisamente utilitaristica, spesso gretta, che più volte si è scontrata con la mia natura di siciliana sognatrice, passionale, di certo meno “con i piedi per terra”, ma sempre determinata nel seguire il proprio cuore.

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D: Vi sono degli artisti (pittori, scultori, fumettisti, illustratori ecc.) che, lungo questo tuo percorso, ti hanno influenzata positivamente dal punto di vista concettuale e stilistico?

R: Si, certo! Ci sono molti artisti che apprezzo e amo, anche se non so quanto il mio stile sia “influenzato” dalla loro opera, perché è un bel po’ diverso da tutti…forse si percepisce più l’influenza nei contenuti, per l’appunto, che si ispirano all’immaginario fantastico di diversi artisti.

Parlando di pittori, il mio cuore batte per i Preraffaelliti, John William Waterhouse specialmente. Mi piacciono anche molto i surrealisti e la pittura metafisica di De Chirico, e adoro Gustav Klimt. L’arte che prediligo in genere è quella del periodo tardo-romantico e dei primi del novecento. Anche per quanto riguarda l’illustrazione, il periodo di riferimento è lo stesso, e poi sono innamorata dell’illustrazione gotica e fantasy di mie contemporanee come Victoria Francès e Arantza Sestayo.

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D: Ho notato che in diverse tue opere appaiono figure i cui lineamenti sono tratti dai volti di attori ed attrici di serie televisive note che affrontano temi quali ad esempio il vampirismo e, in generale, di personaggi famosi, come anche musicisti. I mass media, quindi, possono essere un valido spunto per creare? Solitamente, come trovi l’ispirazione per le tue opere?

R: Esatto, sì! Cinema, televisione e musica possono essere una fonte di ispirazione, come tutto il mondo che ci circonda. Ovviamente si selezionano i contenuti in base alla propria sensibilità e al proprio gusto estetico. Personalmente, tra le produzioni più recenti, trovo poco di bello o da cui mi piace prendere spunto, ma qualcosa c’è.

L’ispirazione di solito può venire da un film, da una foto, da una canzone. La fotografia specialmente offre degli stimoli interessanti per chi è illustratore. Qualche volta mi piace prendere immagini realistiche e reinterpretarle con il mio stile, altre volte parto da un mio racconto, altre ancora ho voluto inserire qualche piccola “citazione” di viaggi che ho fatto in luoghi che mi hanno colpita particolarmente, come nel caso della splendida San Pietroburgo.

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D: Arriviamo, quindi, a parlare delle tue illustrazioni che – oltre a quelle di tipo naturalistico o quelle dedicate ad Alice nel paese delle meraviglie – sono chiaramente collegate alle tematiche da te affrontate anche nei tuoi saggi (fate, vampiri, esseri magici) ed alla tua produzione di narrativa Dark-fantasy. Infatti, La saga di Callisto – di cui è stato pubblicato il primo volume intitolato La luna nera e la fanciulla dagli occhi di rugiada (Anguana Edizioni, 2012) – ti ha dato la possibilità di mettere su carta diversi dei suoi personaggi…ci  vorresti parlare un po’ di loro?

R: Volentieri! Quasi sempre, quando inizio a scrivere una storia, parallelamente dedico del tempo anche a disegnare i personaggi, perché ho la sensazione di figurarmeli meglio in tal modo, e anche perché, non di rado, mi piace abbinare le illustrazioni a quello scrivo. Per il primo romanzo della saga ho provato a dare un volto ai personaggi principali, ovvero Callisto, Jin, Gabrielle e Hikaru, la “fanciulla dagli occhi di rugiada”. E’ stata la protagonista del film Memorie di una Geisha a ispirarmi esteticamente il personaggio della principessa Hikaru Ming, la figlia dell’imperatore. Mi piaceva l’idea di questa ragazzina dai tratti orientali, i capelli corvini e la particolarità degli occhi chiari, perciò l’ho immaginata così già mentre scrivevo il libro, poi ho illustrato il suo primo piano, e lo sguardo è quello che appare sulla copertina del romanzo!

Callisto, che all’inizio della saga ha solo 16 anni, doveva avere una bellezza da bambola, un aspetto innocente, a dispetto del suo essere un’amazzone, una ragazza ribelle e pericolosa. L’idea di base era quella di un personaggio molto “emotivo”. Callisto abbina l’impulsività di un’adolescente all’intelligenza di una donna adulta, e più si conosce la sua storia più si comprende la ragione di questa sua genialità, di questo suo essere così “speciale”. Jin è forse il personaggio più particolare; l’idea era quella di un giovane uomo carismatico e dalla bellezza esotica, e penso che in futuro lavorerò ancora sul suo personaggio per perfezionarlo. Nella storia incarna una sorta di eroe romantico, ma anche un uomo sensibile e gentile, al di là del suo essere un grande guerriero, che poi è l’uomo cresciuto in una società matriarcale proprio come succede a lui. Gabrielle è invece il personaggio femminile dalla bellezza più appariscente e dal carattere più ambiguo, che attraverso la saga si evolverà con continui e deliziosi colpi di scena. Altro protagonista indiscusso della saga, il Cavaliere Nero, che ho tratteggiato in un paio di illustrazioni, ma che vorrei rappresentare in modo più degno, possibilmente a cavallo del suo frisone! La sua storia rimane avvolta nel mistero per un bel pezzo, ma credo che, di tutta la saga, sia il personaggio più affascinante e coinvolgente…anche se qui, naturalmente, cedo la parola ai lettori.

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La copertina di La Luna Nera e la Fanciulla dagli Occhi di rugiada

D: Dal punto di vista puramente tecnico, ho visto che usi spesso acquerelli e pastelli….quanti passaggi e quanto tempo ti richiede, all’incirca, ogni illustrazione?  E solitamente su quali supporti lavori?

R: Eheheh, purtroppo lavorare con tecniche tradizionali richiede molto tempo, specialmente se presti tanta attenzione ai dettagli. Però ne vale la pena. Di solito lavoro su carta liscia di medio spessore, inizio con una prima stesura ad acquerello, poi lavoro con i pastelli. I lavori in bianco e nero invece li realizzo con la sola grafite, mentre le illustrazioni per bambini e i dipinti su tela sono tutti in acrilico.

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D: Già che ci siamo….vorresti darci qualche informazione in più sulla saga di Callisto e sul primo volume già dato alle stampe, nel caso qualcuno dei nostri lettori volesse acquistare il volume? Ovviamente, solo quel che si può dire, per evitare spoiler!!! 😉

R: Ok, certamente! 🙂

La Saga di Callisto è un ciclo di romanzi di genere fantastico, ambientati in un’immaginaria epoca futura ma con molti riferimenti al mondo antico e all’esoterismo. La Luna Nera e la fanciulla dagli occhi di rugiada è il primo romanzo pubblicato, che spazia dal dark fantasy ad atmosfere romantiche e sensuali, in mezzo alle quali non mancano suggestioni epiche. Considero questo romanzo una sorta di preludio, di introduzione alla magica avventura che, insieme a Callisto, incantevole quanto temibile ragazza guerriera tormentata da un passato che emerge poco alla volta nella narrazione, vede numerosi altri protagonisti, e antagonisti che non saranno da meno nel coinvolgere il lettore con tutto il loro bagaglio emotivo e intellettuale, nonché simbolico. Quello che ho fatto è stato raccontare una storia di amori e battaglie, lasciando ampio spazio all’aspetto psicologico, e mescolando in questo mondo immaginario elementi antichi e moderni.

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D: So che realizzi anche lavori di grafica digitale su commissione…ti trovi bene anche con questa forma artistica o preferisci il lavoro di tipo manuale che usi nelle illustrazioni?

R: Più che lavori di grafica digitale si tratta di lavori disegnati a mano e poi colorati in digitale, come ad esempio loghi e illustrazioni per vari ambiti professionali. Il lavoro di tipo manuale è quello che considero più vicino al mio modo di fare arte, ma per questo genere di lavori mi trovo benino anche a colorare con Photoshop o Painter. Naturalmente non è mai lo stesso di usare i pennelli, mescolare i colori e sentirne la consistenza, annusare il profumo del legno delle matite mentre le temperi…però è utile e carino per lavori meno artistici e più commerciali.

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Un’altra foto di Milena Rao

D: Infine, cosa ti sentiresti di dire a chi volesse intraprendere la tua stessa strada, sia dal punto di vista saggistico, sia dal punto di vista dell’illustrazione?

R: Mmh…qualcosa tipo “condoglianze”? Eheheh…scherzo!

Per chi vuole scrivere saggi è importante, oltre ad avere una buona padronanza dell’italiano e saper scrivere in maniera chiara ed elegante, studiare tanto, approfondire gli argomenti che si vogliono trattare il più possibile. Non limitarsi a scopiazzare la visione di altri autori, come viene naturale fare un po’ a tutti quando si inizia a scrivere, ma leggere abbastanza da sviluppare un punto di vista proprio.

Anche nell’illustrazione, come del resto nella narrativa, è importante maturare uno stile proprio, personale. Sicuramente chi vuole intraprendere carriere come queste deve essere pronto a lavorare tanto, e anche a ricevere delusioni, perché non è come fare l’impiegato, dove a fine mese ti arriva sempre lo stesso stipendio.

Ma la cosa più importante, per realizzare davvero qualcosa di buono come scrittori o illustratori, è lavorare e fare arte senza aspettative, senza la prospettiva del successo o del guadagno. Bisogna riuscire, anche se difficile, a fare “il bello per il bello”, come mi disse, tempo fa, una persona per me speciale.­­

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*** 

Per maggiori informazioni, ecco di seguito le pagine Facebook di Milena Rao/Queen Persefone per seguire le sue attività:

 

Note:

[1] Intervista a Milena Rao del 20 Dicembre 2012 realizzata per Keltoi Radio (rubrica “Paganesimo Oggi” a cura di Sarah Bernini):

23 Gennaio 2015

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2 pensieri su “Tra libri e colori…intervista a Milena Rao/Queen Persefone, saggista ed illustratrice Dark – Fantasy

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