Sulle ali di Iside….intervista a Jivan Parvani (Sonia Lorenzon), insegnante di Danze orientali e studiosa di Antico Egitto

10

Nella foto: Jivan Parvani Sonia Lorenzon

Intervista a cura di Sarah Bernini

(www.sarahdeglispiriti.com)

D: Ciao Parvani, come prima cosa ti ringrazio per aver deciso di rilasciare questa intervista al blog “La Grotta di Calipso”. Per rompere il ghiaccio, ti chiedo di darci gentilmente qualche informazione su di te prima di tutto come persona per presentarti un po’: quanti anni hai, dove vivi e di cosa ti occupi nella vita.

R: Ciao è un piacere poter parlare di tutto quello che amo, per cui sono io a ringraziarti per l’opportunità offerta.

Abito a Firenze, anche se provengo da un paesino vicino a Venezia. Ho appena compiuto 50 anni e la mia ricerca mi ha accompagnato per tutta la vita. Ho molteplici interessi nella vita e mi occupo di Astrologia e Tarocchi, ma la mia professione principale negli ultimi 15 anni è stata insegnare danza orientale e meditazione, creando un mio personale metodo che unisce la tecnica della danza, al lavoro sui Chakra, gli Archetipi e la Spiritualità per permettere ad ognuno di poter esprimere se stesso e “divenire ciò che è”. Vivo in un mondo interamente femminile e i Cerchi di Sorellanza sono stati il modo in cui ho contattato la morbida energia della Dea. Nel fulcro del mio lavoro sul Femminile Sacro è nato Yoga Faraonico che esalta il Divino Maschile. Mi occupo essenzialmente della crescita e dell’evoluzione personale usando diversi talenti e sentieri.

D: Entriamo un po’ più nello specifico. Vorrei che parlassi ai lettori di La grotta di Calipso del tuo percorso iniziale nell’ambito del mondo spirituale, quello che ti ha portata a diventare Ma Jivan Parvani e che ti ha vista muovere tra percorsi legati all’Oriente, confraternite cristiane e diverse discipline tra cui l’Astrologia Karmica, che ormai insegni da tanti anni. Quando e come hai iniziato questo cammino e come si è evoluto nel tempo? Quali discipline hai potuto approfondire e che cosa ti hanno aiutata a capire di te stessa?

R: Lo studio del passato e della tradizione sono una parte fondamentale della mia vita. Da quando ho aperto gli occhi in questo mondo, mi sono sempre fatta tre domande: da dove vengo? Chi sono? Dove sto andando?

La mia ricerca non ha un inizio, è nata con me e mi ha accompagnato per tutta la vita.  A quindici anni iniziai due percorsi che avrebbero cambiato la mia esistenza: uno astrologico e psicanalitico, legato allo studio degli Archetipi di Jung e uno di tipo spirituale che mi ha portata allo Yoga e a essere iniziata in molte Vie.

L’Astrologia e il suo linguaggio erano così chiari e naturali per me che a ventiquattro anni, oltre a fare consulenze, la insegnavo regolarmente.

Praticando lo Yoga e la sua filosofia, il concetto del Karma e della Reincarnazione s’inserì subito nei miei studi astrologici, per creare un sistema eclettico che fonde insieme l’astrologia indiana con la visione degli eminenti astrologi umanisti e Junghiani: l’Astrologia Karmica, che rappresenta la mia specializzazione. Ero pienamente soddisfatta di ciò che avevo realizzato e compreso, ma ancora non avevo chiara la mia “missione”… ma un giorno avvenne qualcosa che cambiò la direzione della mia vita: la danza delle Donne!

Feci parte del mio percorso in solitudine, come un eremita, facendo digiuni e austerità, mentre continuavo la mia vita come una ragazza della mia età, ma ebbi il dono di essere Iniziata in molte tecniche di meditazione. Provai e cercai in molte tradizioni: studiai Yoga all’Himalaya Centre di Venezia e viaggiai in India, in compagnia del mio compagno e di mia figlia (da quando aveva 4 mesi) da un ashram all’altro, vivendo dei lunghi periodi presso i Ghat di cremazione in compagnia dei Kali Baba, che mi dischiusero i segreti della morte e dell’immortalità dell’anima; vissi per lunghi periodi nelle comuni di Osho in Italia, Olanda, Svizzera e India dove potei assaporare e sperimentare molteplici tecniche di meditazione e lavori bioenergetici all’avanguardia; fui iniziata alla Meditazione Trascendentale che però lasciò il mio animo insoddisfatto; sperimentai le mistiche danze rotanti dei Sufi e la recitazione dei sacri nomi di Dio per un anno circa; andai nelle confraternite mistiche del Cristianesimo (tra cui Taizé in Francia) nelle quali ho avuto le più potenti esperienze mistiche; studiai l’Astrologia Karmica, che ho praticato e insegnato a lungo per giungere alla magica iniziazione all’antica arte dei tarocchi, avvenuta in un sogno.

Fui iniziata al Reiki nel 1992 e al massaggio cinese, ma ciò che ha veramente cambiato la mia vita personale e di coppia è stato il Tao Yoga o Yoga (1994) dell’Amore il cui insegnamento fa parte di ogni mia azione. Tra il 1997 e il 2001 ho studiato e praticato la radiestesia e ho lavorato con i campi bioenergetici dell’uomo.

I concetti dello spazio-tempo e della causa-effetto lentamente si costruirono e si radicarono in me, permettendomi di capire (non a livello razionale, ma esistenziale) come il passato genera il presente che, a sua volta, darà vita al futuro, in un continuum senza fine. Il futuro non è mai presente e il presente nasce sempre dal passato, quindi è verso il passato che il mio sguardo si è sempre focalizzato, attratto irresistibilmente verso le origini di ogni evento, personale o collettivo. Scoprire e conoscere ciò che fu ha sempre portato gioia al mio cuore: era/è come un’eco lontana che appaga la mia anima.

IMG_1470

Nella foto: Jivan Parvani con sua figlia, Prem Mahan Pavanello, membro della compagnia Le danzatrici di Iside.

D: Da questo cammino spirituale ampio e complesso, giungi ad un certo punto alla danza….nello specifico, alla Danza egiziana, a cui vieni iniziata però in India, una situazione davvero particolare… Cosa e chi ha reso possibile questa nuova avventura?

R: Nel 1992 andai nuovamente in India per approfondire lo studio dello Yoga e lì avvenne la magia… e fui Iniziata alla Danza del Ventre prima dalle bambine della strada, che vedevano in me una danzatrice e volevano assolutamente donarmi qualche passo, espressione o posa e poi da Erasmia, una mistica danzatrice greca che, insieme alla tecnica, mi ha dato diverse “chiavi” sui significati energetico-spirituali di quest’antica arte.

Uno strano intreccio Karmico mi ha portata ad essere iniziata in India a ciò che era la danza egiziana: un evento che mi ha sempre spinta ad unire le due antiche tradizioni. Fu proprio in India che venni incoraggiata a danzare e a seguire la mia Via. I Sadhu (sacerdoti indiani) organizzavano per me dei concerti, che si svolgevano nei giardini dei templi o, come a Khakjuraho, all’interno dei templi stessi… così per quattro mesi danzai nei templi e per i Sadhu, che mi acclamavano come l’incarnazione vivente delle antiche Devadasi. L’ebbrezza provocata dalla musica, dalle loro continue ovazioni mi permisero di trovare nell’estasi, l’intima unione con la Dea.

Una porta si era spalancata davanti a me… l’incontro con questa danza è stato illuminante! Attraverso la danza si può sperimentare l’estasi, lo Yoga e l’Unione con il Tutto: danzare è una forma di meditazione in movimento sulle ali della musica. Avevo trovato la mia Via!

D: Quale filo conduttore lega la danza a pratiche olistiche incentrate sul lavoro energetico e alla meditazione? E come mai hai sentito il bisogno di approfondire ulteriormente la tua attività di danzatrice, divenendo una professionista e arrivando poi a fondare la tua compagnia, Le danzatrici di Iside?

R: Provenendo da un percorso spirituale e di Yoga è stato per me naturale unire alla danza tutto il mio bagaglio precedente: la danza era tutto ciò che fin da piccola desideravo fare… la danza occupa tutto il mio cuore di danzatrice, poiché solo danzando provo quella meravigliosa estasi che mi fa sentire parte di un Grande Tutto.

Afferrata l’essenza della Danza della Vita, è stato naturale per me voler scoprire le origini di ciò che aveva così appassionato la mia anima. E’ stato un percorso a ritroso iniziato con la storia della danza araba e poi, sempre più indietro alla danza dell’Antico Egitto, e ancora più indietro alle danze archetipiche e primitive. Ricercando le origini della Danza del Ventre, ho trovato la sua matrice e l’ho chiamata la Danza Universale della Vita o la Danza della Dea. È una danza madre nata con la vita stessa e con il corpo della donna, antica quanto la Creazione, conosciuta e praticata ovunque, prima dell’avvento delle società patriarcali. Nel tempo si è trasformata e si è occultata in stili diversi, ma non è mai morta… è la stessa danza, evoluta e adattata, che ancora oggi ballano le donne di tutto il mondo.

La danza Universale della Vita è l’eredità delle Donne che danzando vivono la loro natura più profonda e sensuale: non esiste niente di più potente che esprimere se stessi attraverso l’Eros! L’Eros è l’energia primordiale che ha dato origine a tutto ciò che esiste; è l’energia che collega gli opposti e li rende complementari; è il piacere sensuale, la gioia, l’amore, la libertà, l’espressione, l’unità e la Bellezza. L’Eros è tutto ciò che le religioni monoteiste hanno cercato di uccidere sotto il nero manto del “peccato”, creando ovunque malattia, paura e morte.

Questa antica arte è rivoluzionaria perché permette di ri-collegarsi e incarnare l’Eros, dando corpo e tridimensionalità alla fiamma divina che alberga nel nostro cuore e si manifesta attraverso il corpo; danzando diveniamo delle Dee che celebrano il proprio sentire e lo condividono con gli altri.

Pioniera della danza orientale in Italia, introdussi subito nel mio sistema pedagogico l’uso degli Archetipi che permette alla danzatrice di incarnare pienamente lo stile e gli Intenti della sua danza. Quale terreno più fertile per lavorare sul cambiamento della Coscienza Collettiva Femminile, delle danzatrici del ventre che, danzando, incarnano la Dea nel loro corpo! Avevo trovato la mia Via e la seguii con grande passione e gioia, condividendo ogni mia scoperta. Amo il teatro e le rappresentazioni che permettono ai miei molteplici volti di esprimersi ed è per questo che ho fondato la mia compagnia “Le danzatrici di Iside” nel 2001. Le isidini fanno parte della mia vita: amiche, sorelle, compagne di vita che mi hanno permesso di crescere ed evolvere, sia nello stile che nei contenuti… è grazie a loro e alle centinaia di allieve che ho avuto che ho potuto condividere questa meravigliosa arte. Da molti anni organizzo Cerchi di Sorellanza, eventi e spettacoli in cui vengono elaborate e sperimentate le energie archetipe delle diverse Dee usando la danza, la drammatizzazione, la voce e la meditazione.

_061_20100606__MG_5687_

Nella foto: Le Danzatrici di Iside.

D: Nel tempo, ti sei concentrata sempre più sulle danze tradizionali egiziane e non solo, hai scritto anche un libro dedicato allo Yoga Faraonico: ci vorresti parlare di queste discipline più nello specifico? E come nasce questo tuo legame con il mondo egizio?

R: Ricercando l’origine della danza delle donne, mi sono imbattuta nelle Scienze segrete dell’Egitto, nelle conoscenze Ermetiche, nello Yoga, nell’antica Gnosi che la leggenda e i miti narrano provenire da Eliopoli, ma soprattutto nella Dea e nelle sue sacerdotesse.

Studiando le leggende, i miti cosmologici e gli Dei/Dee egiziani ho ritrovato l’origine della civiltà greca e, di conseguenza, della matrice del pensiero occidentale. Le religioni che pratichiamo, i simboli che ci circondano, gli archetipi che ancora agiscono in noi derivano in parte dalla cultura egiziana. I grandi filosofi greci [1] e le anime più feconde del Vicino Oriente erano state iniziate ai Misteri egizi e avevano studiato nella “Casa della Vita” ma, avendo giurato di mantenere il segreto, una volta tornati in patria non poterono rivelare ciò che avevano sperimentato. Così, per partecipare alla Grande Opera e divulgare l’esperienza del divino, fondarono religioni e scuole di ascesi, ricoperte di veli e Misteri, traducendo la Gnosi con il linguaggio della civiltà cui appartenevano.

L’Egitto si offre come la parte smarrita della nostra storia e di noi stessi e l’attuale sete di autentica spiritualità trova in esso, come nell’Oriente e nel Sud America, una guida sicura che accompagna verso il futuro. “La Restaurazione del Tempio” è iniziata, ma il nuovo Tempio non potrà avere la forma di quello distrutto, perché l’uomo di oggi è molto diverso dai suoi antenati e l’Eterno Nuovo richiede un continuo processo di evoluzione e di rinnovamento.

D: Riguardo al libro Yoga Faronico (Harmakis Edizioni, 2015), va detto che è un testo davvero ampio (244 pagine, formato 200×280, ricco di foto e illustrazioni a colori) diviso in modo da presentare, come prima cosa, un’introduzione alla cultura egizia (religione, simbolismo, ritualità ecc.); una seconda parte dedicata allo Yoga ispirato alle posizioni delle raffigurazioni egizie con tutti gli aspetti prettamente energetici di questa disciplina ed una terza parte incentrata sugli aspetti misterici e sacerdotali del mondo egizio, oltre che su elementi che esso condivide con la cultura Indiana, così come su concetti dell’Ermetismo e dell’Alchimia, (che ricordiamo essere nata in Egitto)… ci vorresti parlare di come si siano svolte queste tue ricerche, quanto lavoro ti abbiano richiesto e quindi come tu sia riuscita a legare tutti questi aspetti culturali che si integrano in questa opera così complessa?

R: Sto scrivendo questo libro da oltre 20 anni… la ricerca è stata lunga e molto solitaria. Trovare testi antichi in biblioteche specifiche ha richiesto anni di meticoloso lavoro, ma sapevo cosa cercare e questo ha reso più semplice la ricerca. I testi di egittologia accademica si sono mescolati alle mie precedenti esperienze e studi. Yoga Faraonico è nato da solo: io volevo solo scrivere un libro sulle danze sacre dell’Antico Egitto. Più studiavo e più comprendevo che le danzatrici erano delle Iniziate e scoprivo che c’era un sistema molto articolato che permetteva la loro fioritura energetica. Cosa praticavano? Ad ogni gesto facevo corrispondere la chiave energetica che permetteva, attraverso l’apertura o chiusura dei Chakra, di raccogliere o emanare energia… sperimentavo i gesti che vedevo nei bassorilievi, ascoltando cosa succedeva interiormente: annotavo tutto, esperienza dopo esperienza. Studiando la danza e i “Giusti Gesti”, manifestazione fisica del potere dei geroglifici, ho lentamente capito che ogni posizione poteva essere paragonata a un’asana o posizione dello Yoga. Una porta si è aperta e un libro meraviglioso intitolato “Le Yoga des Pharaons”, mi ha dato la chiave per collegare le due tradizioni. La polvere che il tempo aveva depositato sulle tecniche usate nello Yoga egiziano si è di colpo dissolta e le mie due grandi passioni, lo Yoga e la Danza, si sono intrecciate permettendomi di ri-creare sia una piccola parte dello Yoga, sia le danze sacre egiziane.

Avendo viaggiato a lungo e diverse volte in India, avendo praticato lo Yoga, ma anche la danza dentro ai templi, avendo partecipato a molte Puja o celebrazioni agli Dei, avendo fatto le processioni religiose, un pellegrinaggio sull’Himalaya alla ricerca della Cima e avendo meditato a lungo, presso i luoghi di cremazione, sul significato della Vita e della Morte e sul valore del nostro rapporto con il divino… non potevo non sentire l’eco di ciò che avevo vissuto in India, in ciò che andavo scoprendo nell’Antico Egitto. L’arte era totalmente diversa è vero, ma la ricerca spirituale le univa. Ho seguito questa ispirazione.

Yoga Faraonico

Nell’immagine: la copertina del libro “Yoga Faraonico”.

D: Lo Yoga faraonico si rivolge a tutti oppure vi sono limiti di età? E come può giovare a chi lo pratica?

R: Lo Yoga Faraonico è una una serie di tecniche, capaci di portare l’uomo all’esperienza diretta del divino. Le asana o Giusti Gesti sono una sorta di “meditazione in movimento” in cui l’attenzione principale è posta sull’acquisizione di una corretta postura e sulla consapevolezza del respiro e della propria spina dorsale. La malattia e la vecchiaia intaccano le articolazioni (dove si depositano le tensioni) e i dischi intervertebrali facendo degenerare il corpo, mentre i Giusti Gesti, sciogliendo le articolazioni e irrorando le vertebre di nuova energia, assicurano salute e longevità sul piano fisico e l’elevazione della Coscienza sul piano spirituale.

Inoltre ogni postura esercita una sorta di massaggio riflesso sugli organi e sulle ghiandole, stimolandoli a rigenerarsi continuamente. Muovere, stirare, torcere e allungare il corpo è un modo molto piacevole per sciogliere le tensioni e incarnare consapevolmente e gioiosamente il proprio corpo, acquisendo una vita fisica ed emozionale più equilibrata ed ordinata.

Partendo dal controllo sul corpo si perviene, in successione e grazie al risveglio di Sekhem, alla coscienza e al controllo dei livelli più sottili. Rimanere fermi e consapevoli in una postura, significa imparare a rilassarsi e viaggiare all’interno di se stessi. L’immobilità aiuta la mente a trovare la calma, così la concentrazione fisica diviene il preludio alla consapevolezza e alla meditazione.

Ogni Gesto è la rappresentazione fisica di un geroglifico di un Archetipo e come tale ha la capacità di agganciare e convogliare l’energia spirituale corrispondente nel corpo.

I Gesti degli Dei sono estremamente potenti e portano, attraverso una visualizzazione specifica, a sperimentare le potenti energie Archetipiche che rappresentano: facendo il Gesto ci si mette in risonanza con la Sua energia e si ha la possibilità di sperimentare la Potenza del Netjer/Dio/Dea  nel tuo corpo. Immedesimati con quel Principio particolare e permetti alla Sua luce di donarti la comprensione “fisica” della Sua energia divenendo, tramite Heka, quel Dio/Dea.

Lo Yoga Faraonico ha una potenza incredibile e basta sperimentare un solo Gesto per capirne la potenza.

Nebamun_tomb_fresco_dancers_and_musicians (1)

Nella foto: musicista con flauto a doppio tubo e danzatrici, dettaglio tratto da un affresco della tomba di Nebamun, Tebe (Egitto), XVIII^ Dinastia.  Immagine tratta da Wikipedia [2].

D: So che nel 2006 hai scritto un libro sulle danze orientali che è un testo fondamentale per la formazione e per affrontare gli esami in queste discipline e che hai lavorato e che stai lavorando anche ad alcune nuove pubblicazioni. Ci vorresti parlare di questi altri progetti editoriali?

R: Nel 2015 ho pubblicato un nuovo libro: Astrologia evolutiva – La Luna e le Dee bianche. Studiando le Dee antiche mi ero sempre chiesta perchè fosse così difficile agganciare la loro energia. Il libro della Dott.ssa Bolen “Le Dee dentro la donna”, mi ha fornito il collegamento: attraverso la comprensione degli Archetipi delle Dee Greche o Elleniche! È nel mondo greco che troviamo l’origine degli Archetipi Femminili che ci dominano ancora oggi. Archetipi – schemi di Dee/donne violate dagli Dei dell’Olimpo (civiltà patriarcali). Il punto di rottura dell’equilibrio matristico mi era finalmente chiaro e ho scritto questo libro allo scopo di poter agganciare l’Inconscio delle donne/Dee violate (da cui discendiamo) con le potenti Dee dell’antichità… di cui Iside rappresenta l’essenza. Una volta riconosciuto l’Archetipo dominante, attraverso la posizione della Luna nel Tema Natale, inizia un percorso di “guarigione”. Riconoscendo l’aspetto violato della Dea che incarniamo, l’Inconscio inizierà ad agganciare la corrispondente Dea inviolata dell’antichità che potrà parlare nuovamente ai nostri cuori e guidare le nostre azioni in equilibrio e integrità.

Sto poi finendo i disegni del libro “Danze Sacre dell’Antico Egitto” che parlerà della Dea e delle Sue sacerdotesse/danzatrici in termini Iniziatici, tecnici ed energetici.

Contemporaneamente sto finendo il libro di Astrologia Karmica e un romanzo sulla reincarnazione.

D: Il tuo insegnamento delle danze orientali ed egiziane a chi si rivolge e cosa mira a sviluppare? Fino a che età è possibile svolgere questo tipo di danze e quali benefici specifici  portano a chi le pratica?

R: Il mio approccio spirituale ed energetico alla vita si è unito alla tecnica della danza del ventre, creando uno stile di insegnamento che aiuta a far nascere la danza dal centro del proprio cuore, senza nulla perdere nella perfezione estetica e tecnica della forma.

Ri-trovare la gioia di lasciar fluire il proprio corpo, danzando insieme ad altre donne; assaporando il piacere di specchiarsi nel loro sorriso, come nei loro travagli ed evocare l’antico cerchio delle donne in cui può circolare il Femminile Sacro; capire il significato e il valore dei movimenti e dei gesti; ascoltare la musica in silenzio per assaporarne l’essenza e comprenderne l’intima struttura; penetrare nell’archetipo femminile che la rappresenta significa ritrovare “la danza” come espressione della propria energia… significa ritrovare la Dea, dai mille volti, che pulsa nel nostro cuore.

La tecnica non viene imposta dall’esterno, ma è una fioritura interiore, costruita dall’interno attraverso un lavoro energetico, basato sui chackras e sulla percezione corporea.

Il radicamento alla Terra e la respirazione divengono lo strumento di unione con il corpo: ritrovare il respiro caratteristico di ogni movimento aiuta, infatti, ad acquisire una fluidità (medium del Femminile) corporea, mentale e spirituale.

La comprensione dei gesti e degli stili, l’interpretazione musicale, l’improvvisazione e la coreografia (in cui si estrinseca la sua ricerca-sintesi sulla Geometria Sacra), i due lati della stessa medaglia, hanno lo scopo di fissare nell’anima la loro essenza. Così facendo si impara a nutrire il Femminile Sacro.

È una danza adatta a tutte le donne, di qualsiasi età e permette ad ogni donna di incarnare pienamente e consapevolmente il suo corpo, rivitalizzandolo e sostenendolo, attraverso un profondo lavoro con il perineo e in muscoli addominali che sono continuamente sollecitati. Essa elasticizza e ringiovanisce il corpo, facendo riscoprire la gioia di essere donne capaci di danzare sulle ali della musica.

Ogni donna ha il diritto di muovere il suo corpo sinuosamente e in armonia con la sua sensuale energia.

ank-1215063_960_720

Nella foto: Ankh egizio [3].

D: Guardando i tuoi video, ho notato che hai sviluppato delle coreografie molto particolari come ad esempio quella delle danzatrici guerriere (Notti d’Oriente 2012, saggio delle tue allieve), la Danza delle Fate (una celebrazione dello spirito della Natura), Le spose cadavere (danza dedicata a Samhain, il Capodanno celtico, in occasione dell’11° Oriental Dance Congress di Bologna) e ho visto che nel 2011 hai lanciato la proposta de Il cerchio delle Dee danzanti. Ci potresti parlare meglio di queste esperienze?

R: Nel corso della mia eterna ricerca ho creato nuovi stili di danza che hanno lo scopo di incarnare i diversi volti del femminile: la danzatrice Guerriera risveglia la Forza e la centratura, insegnando a convogliare l’energia in una sola direzione alla volta. La danza delle Fate parla della leggerezza della Dea Celeste che permette all’Anima di tornare nel mondo astrale da cui proviene, sviluppando il mondo dei sogni e dell’Intuizione; le danze gotiche hanno invece lo scopo di dare espressione alla Luna Nera, all’Ombra che chiede continuamente di vedere la Luce… attraverso queste danze avviene una profonda alchimia che permette di trasmutare l’oscurità in Luce e di sviluppare i talenti che in essa si nascondono; hanno perciò un valore terapeutico e di guarigione.

Il Cerchio delle Dee danzanti e i Meeting Womankind nascono dal desiderio di dare ampio spazio ai grandi cambiamenti che sentiamo pulsare e che portano alla fioritura di una visione diversa della Danza, della Donna e della Vita.

L’Intento di questo percorso è il risveglio e il sostentamento della propria energia Femminile… è un percorso iniziatico che ri-percorre antichi sentieri con lo scopo di far sbocciare una danza di Purezza cristallina, sacra e rigenerante. Una danza che diviene sia preghiera che celebrazione del proprio essere Donne, sostenute dall’energia del Cerchio, per assaporare la Sorellanza e l’Unione.

Eventi e luoghi in cui si lavora con l’eterna danza della Dea nella sua antica forma… come una via diretta verso l’esperienza del Divino, verso la danza estatica e le geometrie sacre che da essa emanano. Una danza che insegni a rilassarsi, ad amarsi e ad accettarsi; una danza che segue le note della musica e semplicemente le materializza, perché è nella semplicità che si coglie l’armonia delle forme.

La nostra crescita ha valore solo se è condivisa e condividere significa mettere a disposizione se stessi, aiutare e supportare chi cammina insieme a noi… tutto ciò che doniamo ci ritorna sotto forma di Amore (l’unico tesoro che si moltiplica per divisione… come ci insegna l’Arcangelo Michele), il Vero Motore della Terra Acquariana! Sono alla ricerca di una Spiritualità interattiva, dove ogni donna si senta personalmente coinvolta, possa interagire con quello che apprende.

Siamo tutti Figli e Figlie di Dio, ospiti di nostra Madre Terra in questa momentanea incarnazione…

siamo tutti sulla strada del “ritorno a casa”,

e la danza è da sempre una scorciatoia per arrivarvi.

D: I tuoi laboratori di formazione, sia di danza che di Yoga Faraonico, solitamente come si svolgono? E con quale cadenza?

R: I laboratori di Formazione dovrebbero avere una cadenza mensile o trimestrale in base agli Intenti e Scopi da realizzare. La parte tecnica è sempre accompagnata da un profondo lavoro energetico e di meditazione in cui cerco di condividere ciò che conosco. Comunque ogni percorso viene studiato in maniera unica e irripetibile, pur seguendo delle linee-guida essenziali: è l’anima del gruppo che determina molte cose.

egypt-945311_960_720

Nella foto: Tempio egizio [4].

D: Che cosa consiglieresti a chi volesse dedicarsi alle danze orientali ed egiziane e a chi volesse sperimentare la via dello Yoga Faronico?

R: Se amate la vita e la conoscenza, sperimentatela attraverso il corpo, la danza e lo Yoga… senza un rapporto armonioso con il corpo non può esserci nessuna evoluzione animica/spirituale. Il corpo è il tempio della nostra anima, se riusciamo a incarnarlo veramente ci dischiuderà ogni porta e ci permetterà di metterci “in rete” per acquisire tutte le conoscenze che ci servono.

Ognuno di noi ha la sua strada da percorrere, ma se il tuo animo risuona con l’Egitto, non negarti il piacere di conoscere attraverso il corpo la sua storia e la sua magia.

Per chi volesse maggiori informazioni su Jivan Parvani e le sue attività:

Note:

[1] Secondo Diodoro Siculo, Plutarco trovò nei registri dei sacerdoti egiziani la notizia che Orfeo, Melampo, Dedalo, Omero, Licurgo, Solone, Platone, Pitagora, Eudosso e Democrito avevano studiato sulle rive del Nilo.

[2] L’immagine è tratta dalla pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Nebamon#/media/File:Nebamun_tomb_fresco_dancers_and_musicians.png

[3] L’immagine dell’Ankh è tratta dalla pagina: https://pixabay.com/it/ank-croce-spirituale-egitto-1215063/

[4] L’immagine del Tempio egizio è tratta dalla pagina: https://pixabay.com/it/egitto-viaggi-faraone-tempio-egizio-945311/

Annunci

4 pensieri su “Sulle ali di Iside….intervista a Jivan Parvani (Sonia Lorenzon), insegnante di Danze orientali e studiosa di Antico Egitto

  1. Pingback: Sulle Ali di Iside – Intervista a Jivan Parvani | kairatos

  2. Pingback: Intervista a Jivan Parvani su La grotta di Calipso

  3. Pingback: Alcuni nuovi articoli che vi potrebbero interessare… :) | Voci Pagane

  4. Pingback: Alcuni articoli che potreste trovare interessanti…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...